mercoledì 6 agosto 2014

Ripensavo a...

Ripensavo a venerdì... dopo il colloquio col mio caro Dottore, durante i saluti, lui mi da la sua disponibilità anche se va in ferie, qualora avessi necessità, a scrivergli via mail; lo guardo stupita e lo ringrazio di cuore. Quell'uomo è un angelo.
Ripensavo a ieri... vado dal medico per farmi fare alcune ricette; gli chiedo informazioni circa un esame che devo fare e lui mi consiglia di prenotarlo nell'ospedale in centro, già che sono lì, oppure andare in un laboratorio analisi. Scelgo la prima risposta, mi sembra la più conveniente per me, visto che il laboratorio analisi da lui consigliato non lo conoscevo e non sapevo poi come sarebbero stati i tempi di risposta. Quindi esco dallo studio per andare in ospedale, ma mi ricordo di aver lasciato la macchina lungo il Viale, nella sosta a pagamento e il tempo sarebbe scaduto da lì a poco, non avrei fatto in tempo ad andare in ospedale, dovevo rinnovarlo. Non avendo più monete, entro in un tabaccaio e dove chiedo se poteva spicciarmi 5€. Dopo un "non so", "non credo" e "adesso vedo", un cliente mi fa "aspetta, devo avere qualche spiccio da darti!". Per un attimo mi pareva di aver chiesto l'elemosina! Poi, contemporaneamente, sia il tabaccaio che il cliente mi porgono gli spicci a formare 5€. Ero sbalordita! Prima nessuno, poi qualcosa, e improvvisamente tutti e due volevano cambiarmi la banconota. Non sapevo da che mano prendere i soldi e alla fine è il cliente a darmeli perché, secondo lui, al tabaccaio potevano far comodo le monete. Riconoscente, esco e vado a rinnovare la sosta.
Mi dirigo in ospedale, vado al centro prelievi e chiedo alcune informazioni circa degli esami che devo fare. L'infermiera gentilissima, soddisfa tutti i miei dubbi e mi consiglia di prenotare l'esame direttamente allo sportello CUP e di fare tutti gli altri nello stesso giorno. 
Vado allo sportello e con mio stupore, noto che ho solo una persona davanti a me. Al mio turno, faccio la prenotazione e la signora allo sportello mi trova posto nel medesimo ospedale e nel giorno indicato dalla ginecologa. Mi sono sentita molto fortunata. Di solito, se va bene, si trova posto nello stesso ospedale dopo mesi, oppure, in un tempo ragionevole ma fuori città. Poi, sempre alla signora dello sportello, chiedo conferma di una prenotazione effettuata telefonicamente qualche giorno prima, ma prima che terminassi di parlare, la signora mi fa "Si, la prenotazione è presente, desidera che le stampi la ricevuta?". Stupita, faccio cenno di si, poi la ringrazio per la gentilezza.
A quel punto avevo terminato tutte le commissioni da fare in ospedale ma, già che ero lì, volevo farmi calmare alcune ansie dalla mia ginecologa, ricordandomi che, in una telefonata di qualche giorno prima lei mi disse che sarebbe stata in reparto tutte le mattine. Salgo al piano della Divisione Ostetrica, chiedo della Dottoressa e attendo fuori dallo studio. Mi sento un pò male al pensiero di essere lì senza un appuntamento o un preavviso, ma sono troppo agitata, per cui decido che va bene così. Mi fa strano non essere nel reparto di psichiatria e mi fa strano notare una certa calma in questo reparto. 
Dopo la visita di due donne, la Dottoressa mi guarda e mi chiede cosa mi fosse accaduto, le rispondo che le volevo parlare; probabilmente nota il mio stato di agitazione, quindi mi fa entrare. Esco dallo studio calma e rassicurata. 
Percorro il corridoio del reparto con un bel sorriso che non mi lascia fino al Viale dove ricordo di avere la macchina in sosta e con il tempo scaduto da poco. Affretto il passo, arrivo fino alla macchina: nessuna multa. E' andata bene.
A ripensarci...tutto è filato per il verso giusto e le persone con le quali ho avuto a che fare sono state gentili, disponibili, corrette, premurose...queste caratteristiche fanno la differenza e cambiano la qualità della vita.

giovedì 24 luglio 2014

Era quello che ci voleva


Venerdì e sabato sera a cena nelle grotte era quello che ci voleva per uscire dalla monotonia casalinga. Questo posto incantato lontano dalla civiltà, è abbellito e personalizzato dai singoli proprietari delle grotte che sono  scavate nel monte, uno scenario unico e caratteristico. 


Stare in compagnia e mangiare al fresco con il tramonto alle spalle mi aiuta a tenere l'umore alto e, in qualche modo, è come se mi ricaricassi dentro. D'estate soffro parecchio la solitudine e questi momenti la scacciano via, mi torna il sorriso e mi sento più leggera.
Poi la sera ho dormito sonni sereni... 


♥ spero di tornarci presto 

giovedì 17 luglio 2014

Un modo per spezzare la settimana

Non lavorando, i giorni della settimana mi appaiono un po' tutti uguali. Questo fatto m'impegna a trovare "un qualcosa" che li caratterizzi; semplice strategia di sopravvivenza. 
A tale proposito mi sono creata un piano settimanale tipo e, come per le attività, anche i pasti seguono una loro rotazione a seconda del giorno della settimana (riserverò a questo argomento un post specifico per spiegare meglio).  
Di solito per il mercoledì prevedo una cenetta sfiziosa che spezzi un pochino la monotonia della settimana, un po' come a dire "ehi, siamo arrivati a metà settimana! Il week-end è vicino!". Così ieri sera ho pensato di fare la pizza, solo che la classica lastra di pizza rovente, tirata fuori dal forno e piazzata al centro del tavolo mi faceva pensare all'inverno e mi sembrava pesante di suo con quei grossi pezzi! Spiego un attimo: la mia mente lavora molto per associazione (ad es. grosso, spesso, morbido, ... = inverno; piccolo, sottile, leggero, fresco,  ... = estate) e questa cosa a volte mi è utile, altre mi intralcia il vivere quotidiano... Allora ho iniziato a sfogliare i miei fascicoli di cucina in cerca d'ispirazione e sono stata attratta da quello che raggruppava le ricette sotto la voce "happy hour"; proprio in quello ho trovato la ricetta che faceva al caso mio. 

[...perdonate la qualità delle foto, ho molta strada da percorrere...]


Al solito, ho personalizzato la ricetta. Come scritto sul post-it, ho utilizzato il latte (un bicchiere) al posto dell'acqua e del burro; inoltre avevo a disposizione la mozzarella quindi l'ho messa al posto della caciotta. 
Per il procedimento ho seguito le indicazioni riportate, solo che le mie palline di pasta non pesavano 30 gr., ma circa un etto! E' più forte di me, non riesco a lavorare "pezzi" piccoli: che sia dolce o salato, il risultato è "big"! (...dovreste vedere le mie polpette...)

Per cucinare la pizza, si sa, occorre utilizzare il forno e d'estate non è proprio una buona idea realizzare ricette che ne prevedano l'uso. Ma come fare se proprio è necessario? Semplice, si cena in un'altra stanza. Così ho apparecchiato in sala, spalancando le finestre che danno sui campi; la sensazione era quella di mangiare all'aperto.
La macchina fotografica era a portata di mano e A. ha pensato bene di ritrarre il momento; da queste due semplici foto l'idea del post. Grazie A. :)

Lo so, sono "obese", ma è tipico della mia cucina. 

Voilà! Un'alternativa da presentare a tavola al posto della lastra. Sono ottime, una tira l'altra. Le abbiamo mangiate accompagnate con dell'insalata condita con quello che mi avanzava della farcitura della pizza, il tutto unito ad un cetriolo e un pomodoro tagliati a fette sottili, giusto per dare un tocco di freschezza. Niente male per una cena pensata all'ultimo!
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