martedì 9 settembre 2014

Perché...?

Questa mattina, durante la mia consueta passeggiata, riflettevo. Riflettevo sulla mia condizione, riflettevo sulla vita, ...e mi sono posta molte domande:
- perché dopo la laurea non si riesce a trovare lavoro?
- perché l'ECM non è accessibile a tutti? O meglio, perché gli eventi formativi costano così tanto? (10 € a credito e di solito come minimo ti danno 10 crediti ...se uno non lavora, come può partecipare a questi corsi?)
- perché la specialistica e i master sono per chi se li può permettere economicamente? Che gli studi per le professioni sanitarie siano solo per famiglie benestanti? 
- perché se trovi un lavoro, questo ha un contratto assurdo, con un nome assurdo e uno stipendio assurdo? Lavorare è diventata una rarità, essere pagati un optional...
- perché se possiedi il titolo di studio adeguato ma non rientri per età nel bando, la cooperativa/comunità/associazione preferisce COMUNQUE far entrare quelli del Servizio Civile? E' assurdo! 
- perché durante il periodo della gravidanza non si trova lavoro???
- perché in Italia qualsiasi cosa ha dietro una burocrazia oscura, complicata e che alla fine non porta a nulla di concreto, tangibile, reale???
- perché occorre sempre accontentarsi della situazione in cui si è e non si ha la libertà di crescere a livello professionale e personale?
- perché ...?

E mentre il mio cervello produceva tutti questi "perché" piano piano l'umore finiva sotto la suola delle scarpe... che novità...
Al solito, mi domando il perché di tutto e mi domando se forse non avrei fatto meglio a studiare Filosofia: il lavoro non lo trovavo di certo, ma almeno trovavo alcune risposte (...forse...).
Scherzi a parte, scrivo queste cose perché mi dispiace non lavorare e non potermi permettere corsi di aggiornamento e approfondimento, mi dispiace non poter contribuire in casa nelle spese, mi dispiace non poter portare avanti gli studi, ....mi dispiace perché so che tutto questo si ripercuoterà nella mia esistenza, quindi nel clima casalingo.
Sono certa che possono esserci delle alternative, se non altro per quante volte questa parola "alternativa" è stata utilizzata durante le sedute psicoterapiche, però in questo periodo non riesco a vederle. Forse dovrò cambiare strada? (...di nuovo?!) O si tratta "solamente" di saper aspettare? Sono confusa...
Porterò l'argomento in terapia.

Penso che proseguirò la giornata con della buona musica e, più tardi, con la lettura de "La terapia"


2 commenti:

  1. Non ho risposte, ma se vuoi altri perchè....

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    Risposte
    1. No grazie mi bastano i miei! :D
      Però mi fa piacere di essere in buona compagnia...ci iscriviamo a Filosofia?
      Buona giornata!

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