lunedì 17 febbraio 2014

Adagio, allegro andante, allegro non molto, adagio molto, presto


Ieri notte ho finalmente dormito 7 ore intere. I giorni passati è mancato il sonno chimico.
Oggi va meglio.
Domani è una settimana che non prendo più il Seroquel. 
Quella appena trascorsa è stata una settimana ...devastante? ...imprevedibile? ...allucinante? ...non saprei come meglio descriverla.
Ci sono stati momenti in cui tutto, intorno a me, andava velocissimo e dentro di me pianissimo; altri in cui dentro di me tutto andava velocissimo e intorno a me pianissimo. La costante era che "sentivo di più" e "vedevo di più"; le solite percezioni alterate, ma di più. 
Anche l'eloquio era alquanto disorganizzato; le parole scomparivano non appena aprivo bocca, oppure esplodevano tutte insieme, in un unico discorso. I pensieri erano totalmente fuori dal mio controllo, e il mio umore pure.
In aggiunta a tutto ciò, il fisico sembrava non rispondere più. L'insonnia, il bruciore e l'acidità di stomaco, e un inspiegabile prurito fuori dal normale agli arti, alla schiena e alla pancia, facevano di me l'essere più irritabile del pianeta.
Mi sentivo come se stessi avanzando dentro un ciclone, spinta solo dal fatto che tutto sarebbe passato, che tutto si sarebbe riequilibrato ed io avrei trovato una certa stabilità.
Giuro, credevo che non ce l'avrei fatta a sopportare tutto, mi sembrava di impazzire, di morire, di...non lo so... L'unica cosa che sapevo era che non volevo cedere, che non volevo tornare in reparto e quindi, ricominciare da capo
Mi sono aggrappata a quel minimo di razionalità che ancora avevo, nella speranza che questa prendesse il sopravvento su tutto. Quindi ho cercato di mettere in pratica le mille ore che la psicologa mi ha dedicato e le rassicuranti parole del mio caro psichiatra. Dovevo riprendere il controllo sui miei pensieri, sulle mie sensazioni, emozioni, azioni. Era arrivato il momento di mettere a frutto gli insegnamenti, per me, per A., per noi.
...del resto, era un pò che non li volevo più prendere...


Qualcuno di voi ha esperienze con la sospensione da psicofarmaci?

4 commenti:

  1. Io purtroppo no, ma ho mio cognato che ne aveva presi per un periodo. Non e' mai facile e, come in tutte le cose in cui e' coinvolta la mente, la forza di volonta' e' quella che piu' conta e che purtroppo non sempre basta.
    Sei sulla buona strada pero' a quanto leggo. In bocca al lupo!

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    1. Crepi! Se ci sono degli squilibri chimici nel cervello purtroppo la buona volontà non basta e servono gli psicofarmaci; però, dice la psicologa, modificando i pensieri si può vivere meglio, forse, anche senza prenderli. Vedremo

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  2. Esperienza diretta no, perché li ho presi per poco tempo (Depakin e l'altro mi pare si chiamasse Sereupin) e non ho avuto grossi guai quando ho smesso...più o meno all'improvviso.
    Quello che ho visto è stato il malesseere, il dolore, il delirio e tanto altro (con punte di panico mio personale per essermi ritrovata anche in una situazione di pericolo con questa persona) provocato dalla sospensione di litio.
    Questo amico ha un disturbo bipolare.
    Ti abbraccio.

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    1. Molto gentile ad aver risposto, grazie :)
      Esperienza indiretta quindi...spesso mi chiedo cosa si vede "da fuori"...
      Chiedevo qui perché non ho amici o persone dirette cui porgere la domanda; sono un tipo un pò solitario (forse troppo...).
      Purtroppo (o per fortuna, io la vedo così) sono tornata ad assumere il Seroquel e il Diazepam: è una brutta bestia il pensiero fuori controllo.

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