giovedì 30 dicembre 2010

Mente libera

Fondamentalmente oggi ho fatto due cose: sono andata all'Ikea e ho letto "Il farmacista di Auschwitz" (libro iniziato mesi fa...).
Nonostante abbia dello studio da portare avanti per l'Università, oggi non ce l'ho fatta a dedicarmi a quelle materie perchè la mia mente voleva solo leggere, riempire la casa di cuscini, piantine e candele profumate. 
Ancora una volta, la mia mente reclama la sua libertà.

martedì 28 dicembre 2010

Deviazione

...non è per mancanza di rispetto in chi mi aiuta a vivere meglio (A., il mio caro Dottore, la psicologa)...è che proprio ogni tanto mi va. 
E mi piace! 
Mi piace come mi attiva il cervello e mi incrementa la creatività.
...e un pò di creatività nello studio ci sta, eccome!


"Lucid Dreams" Franz Ferdinand (Tonight) - 2009



...si, sono in quella fase, dove comunque le percezioni sarebbero alterate di loro.

venerdì 24 dicembre 2010

Piccoli regali fai-da-te

Di seguito, un paio di lavoretti eseguiti a mano come regali di Natale.
Il portapenne fatto con un elenco telefonico vecchio, per il mio caro Dottore; dentro ci ho messo un sigaro fatto di cioccolata (perchè lui fuma i sigari).
Il portalettere di legno realizzato con la tecnica découpage, per la mia psicologa.
Idee pensate per fare un pò di ordine sulla scrivania.

domenica 19 dicembre 2010

La tanto attesa neve

Dalle mie parti di solito non nevica molto, ma quest'anno ci sta dando giù di brutto.
Le mie piantine nel terrazzo spero riescano a superare quest'inverno rigido; sarebbero delle gerbere, delle dalie e un basilico...in teoria per loro la temperatura non dovrebbe scendere sotto i 12 gradi...
Parlerò col cielo e spererò nel dolce clima primaverile per farle rinvenire (avevo pensato di coprirle, ma non ho fatto in tempo...).

mercoledì 8 dicembre 2010

Biscotti al limone

Ingredienti:
- 220 gr di farina
- 120 gr di burro
- 2 tuorli d'uovo
- 120 gr di zucchero
- buccia grattugiata di un limone
- 1 bustina di vanillina

La procedura è semplice. Occorre amalgamare tutti gli ingredienti a partire dal burro con lo zucchero, quindi i tuorli, la buccia del limone, la vanillina e la farina. 
Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo in frigorifero per almeno mezz'ora.
Accendete il forno a 180°.
Trascorso questo tempo, riprendete la pasta e la stendete fino ad ottenere una sfoglia spessa mezzo centimetro. A questo punto tagliate la pasta con la formina che più preferite; io ne ho utilizzata una a farfalla, ma credo che mi procurerò qualche formina natalizia. Poi disponete le formine di pasta tagliate, in una teglia e cuocetele in forno per circa 10-12 minuti.
Al temine, lasciate raffreddare la teglia e staccate i biscotti disponendoli in un piatto con un tovagliolo (così assorbe l'umidità). 

Era una ricetta di prova perchè ho intenzione di rifarla con delle formine più adatte al Natale e di farne poi dei sacchettini per regalarli alle persone a me care (e fidate).
Per ora queste dolci farfalline saranno ottime per la merenda o un dopo pasto.

Kunst 2 ...


    
    
 

Sculture by A.

mercoledì 1 dicembre 2010

Solitudine & Isolamento

Sembra che io non sappia stare al mondo
Oppure faccio parte di quella piccolissima fetta di popolazione che ha un cosi detto "ideale" e che si batte per quello.
No, nessuna delle due (credo...). 
Semplicemente odio le irregolarità, i soprusi, gli isolamenti, chi si approfitta degli altri senza mai dare nulla in cambio, neanche a livello di umanità. Odio chi vuole tutto, senza fare alcun sacrificio.
Risulto sempre sola, isolata...forse ho qualcosa che non va...oppure sono gli altri.
Non sono il tipo che parla liberamente della sua vita; difficilmente mi fido dell'altro; ho il Moleskine nero che, arrivato al primo di dicembre, esplode per il contenuto; mi vesto "strana" a sentire gli altri (secondo me, son tutti gli altri a vestirsi tutti uguali); non ho dato precise "indicazioni" circa la vera motivazione per la scelta di questo corso e di come faccio a sapere certe nozioni di "cultura psichiatrica" e di dolore mentale (pare sia troppo avanti e risulto una persona che già lavora nel campo della salute mentale....e qui rido io); da poco sono la seconda rappresentante di classe e chi si comporta in maniera irregolare, ha timore che io vada a riferire la cosa alla coordinatrice. ...Insomma, tutto ciò mi rende particolare e all'altro, probabilmente, dapprima suscito interesse o curiosità, poi...paura? Bhò...resta il fatto che rimango sola.
Non amo studiare in gruppo: ho un modo tutto mio di fare, salvo però non ci si riunisca per fare "il punto della situazione" (mi piace la collaborazione); ma no, questo non accade, perchè implica un "lavoro" da parte di ogni singolo partecipante al gruppo di studio. Invece succede che "chi non sa fare", o "non ha tempo" o "non-so-quale-altra-scusa", lavora sugli appunti e i riassunti degli altri. Questa cosa la odio. E poi c'è da considerare che succede spesso una buffa (se così la vogliamo chiamare) situazione in cui capita che un argomento che io ho chiarissimo in testa, la maggior parte degli altri non lo ha capito, e viceversa. Così, anche in questo caso, risulto sempre sola.
Non amo mangiare in gruppo: come si sarà capito, per me mangiare è un momento di particolare attenzione; se qualcosa va storto ne va della mia già precaria stabilità emotiva. Per cui mangio da sola, o non mangio affatto. Così, anche in questo caso, risulto sempre sola.
Ad essere sinceri, star soli non mi da fastidio come si potrebbe pensare leggendo questo post, anzi! ...sarà poi perchè ci son abituata dalla nascita.
No, no. Mi da fastidio il fatto che vengo a sapere certe cose sul mio conto (vere o meno c'è da chiederselo) per vie traverse, non in faccia come di solito faccio io. Ok, non siam tutti uguali. 
Ma c'è una cosa che più di tutti  non sopporto. In breve: sono in un corso di laurea che formerà persone in grado di aiutare il prossimo disabile, fisico e/o mentale, di tutte le età, un corso dove l'empatia dovrebbe regnare, un corso che dovrebbe sensibilizzare verso l'altrui sofferenza... e proprio in questo corso, si formano i "gruppetti" che evitano e/o escludono chi non fa comodo o ha qualcosa di "strano" (come me).
Ci soffro...perchè proprio io, potrei essere una di quelle persone che potrebbe aver bisogno di queste matricole una volta laureate...
Ci soffro...perchè non vedo quello che ci dovrebbe essere in un corso del genere.
Mi domando: se una persona sente la "vocazione" nell'aiutare il disagiato, ce l'ha solo mentre lavora, o la dovrebbe avere sempre, indipendentemente dal contesto? Rifletto, da sola (ma forse ne parlerò con la psicologa oggi pomeriggio). 
Me ne dovrei fregare di tutto questo, vero (come mi dice A.) perchè io son là con uno scopo ben preciso, ovvero quello di laurearmi per un lavoro che sarà (lo spero tanto) l'aiutare chi non sta bene, e non star dietro a queste cavolate da bambinetti; se poi trovo "amicizie & divertimento" ben venga.


"Walking In My Shoes" Depeche Mode (Songs Of Faith And Devotion) - 1993


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...