martedì 13 luglio 2010

Quanto più m'avicino al giorno extremo

Quanto piú m'avicino al giorno extremo
che l'umana miseria suol far breve,
piú veggio il tempo andar veloce et leve,
e 'l mio di lui sperar fallace et scemo.
I' dico a' miei pensier': Non molto andremo
d'amor parlando omai, ché 'l duro et greve
terreno incarco come frescha neve
si va struggendo; onde noi pace avremo:
perché co llui cadrà quella speranza
che ne fe' vaneggiar sí lungamente,
e 'l riso e 'l pianto, et la paura et l'ira;
sí vedrem chiaro poi come sovente
per le cose dubbiose altri s'avanza,
et come spesso indarno si sospira.





5 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. ciau vero, come stai? sto guardando il tuo blog e ho letto diverse cose... non capisco il significato di quel simbolo con le due croci che metti ogni tanto... la poesia l hai copiata da un libro o è tua? perche se l hai scritta tu sei un genio!!
    tvb come sempre
    ely

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  3. Ciao Ely!
    Hai mai sentito parlare di Petrarca? Ecco, la poesia l'ha scritta lui nella prima metà del '300 :)
    Per quanto riguarda il simbolo, le due croci sono la Morte e la X l'obiettivo (vedi quanto scritto a destra del blog).

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  4. Carissima Vero...
    Hai proprio ragione , quello di cancellare alcuni post è un viziaccio che mi devo togliere :)
    Il fatto è che pubblico una cosa, poi magari poco dopo smetto di crederci :)
    Cmq volevo ringraziarti per le visite e per i commenti...
    Ti abbraccio!!!
    A te come va??

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  5. Petrarca è sempre Petrarca. Che è un po' come dire che Squilibrato è sempre Squilibrato. Oppure che tizio è sempre tizio. Caio sempre caio e sempronio idem come sopra. Credo. E spero.

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