venerdì 11 giugno 2010

1995 - Parte prima

Cari lettori, questi giorni, come scritto in precedenza, mi sto preparando per il test di ammissione, quindi non ho nulla di veramente interessante da dirvi. Certo, se togliamo la lotta contro la Voce che è pronta a rinnovarmi la "scadenza di morte" come ho un calo nello studio e quindi la possibilità di non passare il test. E se togliamo gli sforzi sovrumani per immagazzinare quante più nozioni possibili nei modi più disparati.
Nonostante ciò, come promesso, vi riporto qualche frammento di diario della mia non-adolescenza. Trascrivo paro paro (senza apportare correzioni ma, a volte, omettendo dei tratti "poco comprensibili") quanto, all'epoca, avevo prodotto nelle pagine di un quadernone, per sfogarmi, per svuotare la testa...per far finta di parlare con qualcuno. 
Questi frammenti non li ho mai fatti leggere a nessuno, solo ora mi sono decisa di renderli "pubblici", con l'intento di far capire, forse, come sono arrivata ad oggi con simili disturbi mentali. Non nascondo che nel fare ciò ho una certa emozione, anche se non vi conosco. 
Buona lettura, e cercate di non porvi troppe domande, prendete i pensieri così come sono, lo dico per voi...


"Che schifo, sta per arrivare ed io non voglio! E' una stupidaggine, ma a me non piace perchè durante questa stagione, la mia famiglia conosce solo il mare, ed io il mare lo odio. Io amo la montagna, e questo posto lo posso vedere solo nelle foto (...). Mi ritrovo a scrivere queste cose a quest'ora del pomeriggio, perchè ricorrono nella mia mente da quando è iniziata la bella stagione. Mi deprimo e mi sento assolutamente nessuno quando vedo in giro nella mia (si fa per dire...) schifosa città turisti tedeschi...(...). A questo punto arrivo a dire che vorrei cadere in un lungo letargo che dura da ora fin verso la metà di settembre. Cavolo che dormita mi farei! ...a meno che non mi uccida.
(...)
Odio quest0a mia vita, non ha alcun senso benchè io cerchi di dargliene uno.
Ho sedici anni e fino ad adesso non ho avuto nessuna grande soddisfazione.
Di "amici" non ne ho: io dico amici con la "a" maiuscola, perchè se si intende di amici normali, beh allora di quelli ne ho veramente tanti, ma è come se non li avessi, perchè per me quelli, non sono nessuno.
Di amici con la "a" maiuscola ne ho uno, nella mia mente! Ha la mia stessa età, ed ha tutto ciò che mi piace, non nel senso concreto, oggettivo...ad esempio mi capisce subito e non mi tradisce mai: bhè, sono dieci anni che lo conosco. 
Se lui esistesse veramente la mia vita avrebbe un senso. La sua famiglia conoscerebbe la mia e, qualche volta, si sarebbe anche andati in Germania, la mia unica ragione di vita! Perchè proprio la Germania? Perchè è il Paese natale del mio Amico. In questo modo avrei appreso la lingua tedesca con molta più facilità; non che adesso la sappia, ma la sto imparando a fatica però, nonostante mi piaccia molto. Mi sono dimenticata che, naturalmente, io, psicologicamente sono tedesca che però, a forza di stare in Italia, mi sto scordando il tedesco. Naturalmente io ho conosciuto il mio Amico in Germania, a Monaco e, sia la mia famiglia che la sua, sono in Italia (questa merda di posto, Scheiße!) per ragioni di lavoro.
Tutto questo è nato, vive e continuerà ad esistere nella mia mente.
Devi anche sapere che, secondo i miei calcoli, io sono anche un pò (forse un pò è troppo poco, e comunque non importa) schizofrenica. 
Mi alzo la mattina e posso decidere di essere qualsiasi persona, anche se per la mia famiglia e per gli altri, sono sempre io, cioè quella che credono. Esempio? Per mia madre (s'intende, anche per gli altri) io sono una femmina che si chiama Veronica, nata ad *** e così via; ma per me no. Io, psicologicamente, sono un maschio, di nome Markus Schneider, nato a Bonn sedici anni fa (questo è il personaggio in cui principalmente mi impersono, poi ce ne sono altri secondari, sempre tedeschi, sempre immaginari), che è in Italia a causa del padre e che è molto Amico dell'altro mio Amico immaginario Hänsel Meyer. 
E' buffo tutto ciò, ma a me piace da morire e poi devi sapere che questo è ciò che da un vero senso alla mia vita, non la rende noiosa e insipida. 
Bene, però, tu che ora stai leggendo dirai <> Se fossi intelligente capiresti (...). Secondo te, io, posso andare avanti nella vita con questa convinzione mentale? Certo, tutto ciò non lo sapeva nessuno, prima di te, e per dodici anni ho cercato di uscire da questa vita squallida, che ha conosciuto solamente scuola, gite scolastiche di merda (contrariamente a quanto scritto a me piace viaggiare, ma prova ad immaginare perchè abbia definito in questo modo le gite scolastiche...), destinazioni insulse con mamma e papà. Io odio il mare e vivo in una città in cui a momenti quello è l'unica risorsa economica che ha; odio l'Italia e ci vivo perennemente, con questa frase puoi capire perchè la mia vita è squallida; non voglio essere patetica ma questo scarpone proprio non mi entra, è troppo stretto e non mi lascia respirare. Se io non avessi questa mia sfrenata immaginazione..., comunque a volte guardo in faccia alla realtà e sono per un attimo io, so che non andrò mai in Germania, viste alcune circostanze e credimi, sapendo anche che i miei Amici tedeschi non ci sono, mi riempe di un dolore mai visto; pensa che se durante la notte penso alla Germania, alla mia amata patria, non dormo, non riesco proprio a dormire e piango (senza che i miei se ne accorgano) fino a che il sonno non mi cattura. In questo caso definisco la mia vita SQUALLIDA. Credimi, in questa situazione cercherei di uccidermi con i semplici oggetti che mi circondano. Ti prego, pensa che io sia pazza, per favore!     

Pagina di diario dell'epoca (da allora avrò cambiato calligrafia almeno una decina di volte)

2 commenti:

  1. non c'è nessuna scadenza di morte, decidi tu tutto quello che vuoi....
    è meglio che usi tutte le tue energie per continuare a studiare, a mio avviso vai benissimo =)
    E

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  2. ...a quanto pare sono l'unica a pensare di non potercela fare; è evidente che non conoscete la potenza della Voce. Mancano due giorni. Ho paura, non del test in se, ma del duro colpo che subirà, eventualmente, la mia mente (e il fisico di conseguenza) se dovesse andare male.

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