sabato 22 maggio 2010

Meringhe

Ho sempre avuto una certa preferenza per i cibi bianchi. Bianchi di colore, non di significato, quello dato di solito, dalle persone che soffrono di anoressia, ai soli cibi che possono ingerire.
Cibi bianchi, dunque, salati e dolci, senza distinzione, ad eccezion fatta per la consistenza: morbida, rigorosamente morbida, soffice...quasi a voler essere coccolata da quel cibo nel momento in cui mi alimento. Lo devo toccare, esplorare con le mani, prima di portarlo alla bocca ed assaporarlo. Ma deludente, quasi schifoso, fu il contatto in bocca con una cucchiaiata di lardo da me presa furtivamente in cucina, durante la preparazione di un qualche dolce di Carnevale, credendo fosse morbido, appunto, e dolce. Così almeno mi parve alla sola vista.
Ricordo di una domenica a pranzo dai nonni, una come tante. Avevo meno di sei anni (lo so bene, poiché mia sorella non era ancora nata). Ecco, che a fine pasto arriva il consueto vassoio delle paste fresche, della solita pasticceria, dove mio nonno le comprava nel suo solito giro domenicale, in cui comprava anche il giornale "Il Resto del Carlino".
Dunque, arriva questo bel vassoio con tante belle paste colorate e dolci: bignè alla crema, al cioccolato e al caffè, diplomatici con lo zucchero a velo sopra (pronto ad arrivarti al naso e nelle guance al primo morso), cannoli di pasta sfoglia riempiti con la crema semplice e chantilly, tartufi....e meringhe.
Non ho mai avuto una grande passione per queste paste, e a tutt'oggi, se devo scegliere, preferisco il gelato, il famoso gelato artigianale di cui ho parlato varie volte nei post precedenti. Ma allora la mia attenzione venne catturata da quella pasta di colore bianco fatta a nuvola. La indicai e me la misero nel piatto. 
La toccai.
Era dura! Ma pensai: "forse è dura fuori, ma dentro sarà morbidissima!" 
La addentai.
Rimasi con quella roba in bocca, incapace di ingerirla o di rigettarla. Era troppo dura e troppo dolce.
Alla fine ingoiai la parte che era dentro la bocca e lasciai nel piatto la parte rimanente, delusa per essere rimasta senza la soddisfazione del dolce a fine pasto.


"Snookered" Dan Deacon (Bromst) - 2009




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