mercoledì 31 marzo 2010

25 - Frammenti di diario

"Martedì  1 settembre 2009 - (INIZIO DELL’INCUBO…SPERO ALLA FINE, QUALCUNO MI SVEGLI…)

Non mi sveglio bene e non so il perché. Cerco di non pensare.
Colazione: frullatone, caffè
Continuo la lettura di “Sprecata”.
Ore 11.20 circa – All’improvviso! Sono a casa. Sono terrorizzata, paralizzata; alle ore 13 ho appuntamento con il caro Dottore…ma ho paura, paura per il dopo, per il Vuoto che inizierà ad allargarsi, che già sento interiormente (è sempre lì, pronto a riemergere non appena dopo, una situazione piacevole, segue la solitudine…). Provo a chiamare il Dottore per anticipargli tutto questo casino di emozioni e intanto bevo…per placare l’inizio del Vuoto ancor prima che si allarghi maggiormente (lo so che non è curativo, ma ora, in questo istante, non so che cosa fare!...se mi rispondesse al telefono…). No, no, no! Non riesco a scrivere, ora proprio no, sono paralizzata…mi serve la voce, la sua voce rassicurante pronta ad accogliermi…come vorrei che il Dottore togliesse quella parte di “barriera” che mette (di certo per lavoro e professionalità) tra me e lui…come vorrei che non fosse “soltanto” il mio Dottore, il mio caro Dottore…come vorrei…basta sto piangendo troppo…non riesco…
No! Il cibo no! Non è quello che vuole Veronica!
Amore, protezione, accudimento, “calore umano”…aspetta, chiamo A.
Paura del distacco ---> non voglio perdere “di nuovo” (???) “qualcosa” che mi fa star bene, NO! NON LO ACCETTO!
Vorrei parlare con la Dottoressa…ma NO! E’ in ferie, non posso assillarla con la mia voce, la mia presenza. DEVE bastarmi Mark, e intanto bevo birra, leggera e tedesca (nel frattempo provo a contattare il Dottore che di certo, a quest’ora, è in giro per il reparto).
Immagino il pomeriggio “perso”, forse, dentro una vaschetta di gelato RIGOROSAMENTE artigianale (forse per mentire a me stessa che così tanto gelato “non fa male” perché comunque è “artigianale”, cioè “fatto a mano”…).
Fiumi di birra per ora vanno bene, ma sempre per colmare questo Vuoto…potessi parlare con il Dottore…Pure il cellulare ci si mette…quanto lo odio! Non funziona mai! Va bè che l’ho lanciato centinaia di volte…se mi prende il matto oggi ne compro un altro, la mia vita è troppo legata a quell’oggetto…Inizio a calmarmi, l’alcool sta facendo effetto…povera stupida…
Ad ogni modo sono sola, realmente sola, in questo lungo momento, ed ho agito come meglio credevo.
E’ solo birra, è solo tanta stupida birra…
Che farò oggi pomeriggio? Ho da scegliere tra due maledette opzioni:
1) mangiare come un porco
2) comprare come una cretina
Forse sarebbe meglio chiedere consiglio al Dottore? Perché non risponde!
Ore 15 – In ospedale
Dopo il colloquio o i colloqui…NON VADO BENE NEANCHE COME PAZIENTE! Ma ho inteso male, vero? Vero, amici miei, che ho inteso male??? Non può essere che il Dottore non mi voglia più, non può essere, vero? Anche la Dottoressa mi ha detto che non lo farà, vero? Ricordo male? ….Dio quant’è brutta l’amnesia!
Solito comportamento dopo il colloquio con il Dottore, solito Vuoto…Lui, per calmarmi mi da due Tavor. DUE TAVOR????????????????...HO CHIUSO! BASTA PSICOFARMACI, BASTA PSICHIATRA, BASTA PSICOTERAPIE…SONO COME SONO: UNA PAZZA SQUILIBRATA CHE PRESTO METTERA’ FINE A QUEST’INCUBO. AMEN.
Aspetto qua, fuori la doppia porta gialla, poi non so…non credo mi curerò più, non credo. Alla fine è solo un lavoro il suo, uno schifo di lavoro! Neanche più uno psichiatra vuole parlare con me. Nessuno ascolterà più i pianti di Veronica piccola, nessuno la può aiutare.
L’abbandono più completo doveva arrivare proprio oggi??? Il primo di settembre, il primo giorno di un mese già critico di suo??? Non credevo mai che il Dottore mi abbandonasse...forse è colpa mia, del mio maledetto carattere, comportamento...colpa del mio esistere.
Credo di non aver mai pianto tanto come oggi.
CHIUDO.
DOLORE INDESCRIVIBILE.
Ore 18.33 – Finalmente a casa. Il Dottore mi richiamerà per un appuntamento. Dio quanto mi dispiace se ho fatto o detto qualcosa di sbagliato. Il 16 lo chiamerò, torna dalle ferie.
Ore 19.30 - Mi sento in colpa per aver rifiutato l’aiuto del Dottore. Mi sento di aver fatto un grosso errore. Da prima il Tavor, due compresse rifiutate perché gli ho detto che non avrebbero compensato il Vuoto che mi avrebbe lasciato. Poi mi ha riaccolto nel suo studio ed io ho avuto un comportamento...quasi come se non m’importasse più nulla di lui, e invece….
Oh no, basta per oggi, piango come una fontana…spero di poterci riparlare, sto troppo male (fortuna A…).

Ps. Il mese è iniziato male, malissimo! In parte i sogni, per quello che riguarda l’angoscia, il pianto e la disperazione si sono avverati. Durante la giornata poi, colazione a parte, non sono riuscita a mangiare nulla: digiuno assoluto. Il VUOTO non può essere colmato con il cibo."

"Perfect Day" Lou Reed (Transformer) - 1972 

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