lunedì 22 febbraio 2010

17 - Frammenti di diario

"Mercoledì 22 luglio 2009

Giornata ricca di eventi, produttiva…solo io, come al solito, non c’ero.
Verso le 11 telefono al Dottore per sentirlo, per sapere se potevo andare in ospedale e stare con lui perché percepivo il Male nell’aria. Mi risponde, ma mi chiede di richiamarlo più tardi. Attendo e verso mezzogiorno richiamo ma lui non risponde.
Chiamo la mamma di A., le dico che non mi sento molto bene e stiamo un po’ al telefono insieme. Al termine richiamo in ospedale, questa volta la Dottoressa e ci parlo. Le chiedo se posso venire là, se posso stare al sicuro con loro ma lei mi risponde che ha molti colloqui e non ha proprio tempo per me oggi; stiamo un po’ al telefono, mi da consigli, come al solito consigli che la mente mia non accetta perché vuole una cosa sola: o stare in ospedale o uccidersi.
Più tardi, ricevo “aiuto” e “sostegno” di nuovo dalla mamma di A. e in seguito, durante il pomeriggio, anche da parte del papà di A., che mi chiama e mi dice che mi sarà vicino, se avrò bisogno mi accompagnerà al lavoro e che, in generale, potrò contare anche su di lui (…).
Ok, altro insegnamento dall’ultimo libro letto “Una vita bipolare”: non occorre nascondersi alla gente se si hanno dei problemi mentali, leggeri o gravi che siano. Occorre parlare, avere vicino persone che non necessariamente siano dottori, cosa che io fino a qualche giorno fa proprio non facevo. Mi sono sempre tenuta tutto dentro e l’unico a sapere tutto era, ovviamente, A.
 Ora basta! Devo venire allo scoperto, quello che ho è una malattia come un’altra, non me ne frega se la gente, ancora oggi, vede la malattia mentale come un tabù (come in casa dei miei genitori che non mi parlano più).
Veronica, quella piccola ed indifesa bambina seduta in un angolo a piangere, si alzerà, smetterà di piangere e…vivrà o morirà…non lo so ancora, ma una cosa è certa, sarà lei e solo lei a volerlo. Non nasconderà più né le cicatrici né le lacrime quando verranno giù senza controllo, non nasconderà più tutto quello che precederà la sua nuova vita o la sua fine.


Giovedì 23 luglio 2009

Giornata di merda! E’ incredibile quanto venga presa in giro in quel posto di lavoro, non mi viene rinnovato il contratto per dei motivi così assurdi che mi viene una tale rabbia! (…)…CHE SCHIFO!
Oggi pomeriggio mi ha accompagnata al lavoro il padre di A. e mi è pure venuto a prendere.
Non ho parlato con nessuno in ospedale e questo mi fa mancare qualcosa…ho bisogno del Dottore…


Venerdì 24 luglio 2009

Ore 13 circa – Sono sicura che gli autori dei libri che leggo vogliano comunicarmi qualcosa e mi danno dei segnali per farsi notare da me, affinché io li compri.
Ogni libro letto aggiunge un qualcosa alla mia vita.
Lo stesso vale per le canzoni, che dal nulla vengono fuori nella mia mente: ogni canzone ha un significato per quel momento di vita in cui m’è venuta in mente. E’ sempre stato così…Depeche Mode, Queen, Pink Floyd, Mozart, Air, Radiohead, Muse, ecc…ecc…

E’ meglio quando c’è qualcuno che ti porta in giro: non devi pensare, o meglio la tua mente è libera.


Sabato 25 luglio 2009

Non lo so…oggi mi sento sola, sola dentro.
Vedo, credo di vedere, mio padre ovunque.
Mi sento incompleta, non so che età ho.
Vorrei i miei amici, soprattutto Mark e Hans, vivi.
Ho paura e voglio morire, ma questa volta non lo dirò a nessuno, ai colloqui parlerò poco, saranno gli occhi a farlo…


Domenica 26 luglio 2009

La giornata era iniziata bene, colazione sana, pulita veloce casa e via al mare; pranzo decente e…merenda con schifezze! Stasera niente cena. Tisana a via.
Ad ogni modo, quando è così, quando entro nelle situazioni da porco ingordo, mi sento male e mi riprometto ogni volta di mangiare sano. Inizio da stasera, poi per tutta la settimana solo cibi sani.
Ore 20 e poco più – Siamo a casa, sto bevendo una camomilla, mi viene da piangere…vorrei morire.
Ore 22 - Crisi.
Voglio parlare con i Dottori miei…
Telefono in reparto…non ci sono…parlo con lo psichiatra di turno…per me è il nulla…riattacco.
E’ terribile!!! Ho il cellulare della Dottoressa ma no, non posso chiamarla! Non posso essere così egoista!
Vedo quella bambina sotto al letto che piange col suo orsacchiotto…la vorrei abbracciare…allora ecco che subentra l’ospedale: è grande, entri lì dentro e sei protetta, non ti manca nulla, i tuoi Dottori vegliano su di te.
La Voce non posso non ascoltarla, mi dice che poi non soffrirò più…
A. mi dà l’altra mezza compressa di Vatran.
Tra le braccia di A. piano piano, mi addormento."


"La Cura" Franco Battiato - 1996


...la canzone d'amore più bella che io abbia mai sentito...

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